23 Set 26
La salute dei polmoni conta: segnali precoci da non ignorare
Il primissimo segno della nostra presenza in questo mondo è un respiro profondo, un gesto così essenziale che ci accompagna per tutta la vita, eppure così automatico che è facile darlo per scontato. Ma i polmoni non si limitano semplicemente a far entrare e uscire l’aria dal corpo: forniscono ossigeno al sangue, eliminano l’anidride carbonica e sostengono tutti i singoli organi, il cui funzionamento dipende da un apporto costante di ossigeno. Quando la funzionalità polmonare inizia a diminuire, gli effetti non riguardano solo la respirazione ma intaccano la capacità di svolgere attività fisica, il sonno, il lavoro e, più in generale, la qualità della vita.
Le malattie respiratorie rappresentano ancora una sfida in ambito di salute globale: secondo l’OMS, circa mezzo miliardo di persone convive con asma o broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e, complessivamente, queste due patologie causano quasi quattro milioni di decessi ogni anno. La sola BPCO è stata responsabile di circa 3,4 milioni di decessi nel 2023, risultando la terza causa di morte a livello mondiale.
Sebbene il tabacco rimanga una delle principali cause prevenibili di malattie polmonari, i rischi non riguardano soltanto chi fuma: anche fattori come l’inquinamento atmosferico, l’esposizione a sostanze chimiche in ambito lavorativo o le infezioni respiratorie possono influire sullo sviluppo e sulla funzionalità dei polmoni. Sempre l’OMS stima che il 99% della popolazione mondiale respiri aria la cui qualità è molto al di sotto di quanto indicato nelle proprie linee guida, evidenziando quanto l’esposizione ambientale possa incidere diffusamente sulla salute respiratoria.
La Giornata Mondiale del Polmone, celebrata ogni anno il 25 settembre, è una ricorrenza coordinata dal Forum of International Respiratory Societies (FIRS) con l’obiettivo di riunire professionisti sanitari, pazienti, organizzazioni, decisori politici e comunità per sensibilizzare sull’importanza della salute polmonare e promuovere iniziative volte a ridurre il peso globale delle malattie respiratorie. La campagna ci ricorda inoltre che proteggere la salute polmonare richiede sia scelte individuali sia interventi più ampi di sanità pubblica.
Il tema della Giornata Mondiale del Polmone 2026 è “A Lifetime of Lung Health”, ossia “Una vita all’insegna della salute dei polmoni”, e mette in evidenza un principio fondamentale: la salute respiratoria si costruisce lungo tutto l’arco della vita, dal corretto sviluppo dei polmoni durante l’infanzia al mantenimento della funzionalità respiratoria in età adulta e nella terza età. Aria pulita, prevenzione dell’esposizione al tabacco, diagnosi precoce, trattamenti appropriati e accesso equo a un’assistenza sanitaria di qualità possono contribuire a mantenere i polmoni più sani.
Data la sua centralità per il funzionamento dell’intero organismo, la salute dei polmoni andrebbe attenzionata molto prima dell’insorgenza di sintomi respiratori. Passare da un approccio reattivo e tardivo a una gestione più precoce e proattiva della salute respiratoria significa seguire tre principi fondamentali:
Non esiste una singola azione in grado di garantire la salute dei polmoni, ma tutte queste misure possono contribuire a ridurre i rischi.
Ma quali sono i segnali di allarme a cui tutti dovrebbero prestare attenzione? Molte patologie respiratorie si sviluppano gradualmente e i primi sintomi possono talvolta essere scambiati per conseguenze dell’età che avanza, di scarsa forma fisica o di un raffreddore più duraturo del solito. È quindi importante prestare attenzione ai seguenti cambiamenti nella respirazione:
Questi sintomi non indicano automaticamente la presenza di una patologia polmonare grave, tuttavia sintomi respiratori persistenti o progressivi devono essere essere analizzati, poiché condizioni come asma, BPCO, infezioni respiratorie e tumore del polmone possono manifestarsi con segnali simili. Una valutazione precoce può aiutare a individuare la causa e consentire l’avvio di un trattamento appropriato.
La presenza di sintomi rappresenta soltanto il punto di partenza di una situazione più complessa, che può essere approfondita attraverso test di funzionalità respiratoria in grado di fornire informazioni oggettive sul funzionamento dell’intero apparato.
La spirometria, ad esempio, misura la quantità di aria che una persona riesce a espirare e la velocità con cui lo fa. L’OMS la raccomanda per la diagnosi di BPCO, che dovrebbe essere confermata proprio tramite questo esame, mentre il Report GOLD 2026 identifica la spirometria post-broncodilatatore come necessaria per stabilire la presenza di BPCO nel corretto contesto clinico.
Per i professionisti sanitari, test di funzionalità polmonare di elevata qualità possono supportare la diagnosi, il monitoraggio e le decisioni terapeutiche delle malattie respiratorie. Per i pazienti, questi esami possono trasformare un malessere generico, come “mi manca il fiato facilmente”, in informazioni misurabili che possono essere valutate e monitorate nel tempo.
La salute dei polmoni è al centro del lavoro di MIR da oltre 30 anni. Attraverso una costante attività di ricerca e innovazione, progettiamo e realizziamo spirometri e soluzioni per il monitoraggio respiratorio che aiutano i professionisti sanitari a ottenere informazioni affidabili sulla funzionalità polmonare, rendendo al tempo stesso i test respiratori sempre più accessibili ai pazienti di tutto il mondo.
Il nostro obiettivo è promuovere un approccio più proattivo alla salute respiratoria, dalla diagnosi precoce al monitoraggio continuo, attraverso soluzioni progettate per essere accurate, intuitive e adatte a differenti esigenze cliniche e personali.
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[FONTI: OMS, FIRS, GOLD, American Lung Association]